erice10…C’era una volta, in un pittoresco paesino abbarbicato su di un’impervia altura, un castello incantato, avvolto da una coltre di nebbia e mistero, che nascondeva una principessa, anzi no, una Dea!

Provate anche voi, a rivolgere uno sguardo verso Erice, e d’improvviso s’infiammerà la voglia e l’istinto di raccontare una fiaba, di immaginare… e forse, chissà, riuscirete ad avvicinarvi alla realtà.
Si, perché Erice non evoca soltanto fantasiose leggende, ma le racconta nella sua storia, negli intrecci che la vedono protagonista del mito e insieme delle radici storiche della Sicilia, di una storia che l’ha vista dimora dei Troiani di Omero e di Virgilio, degli arabi e dei Normanni liberatori, della più bella fra le dee e del più forte tra i giganti.
Tra le tante tradizioni appartenenti ad Erice, testimoni del passato e della passione degli ericini, vi è l’artigianato, che assume particolare rilievo sia dal punto di vista culturale che economico, in tre prodotti: i dolci, i tappeti e le ceramiche.
Il tappeto di Erice è uno dei pochi, ancora oggi nel XXI secolo, realizzato con telai rudimentali e tecniche tramandate da generazioni e generazioni, da madre in figlia. Nasce come prodotto per esigenze domestiche, oggi è uno dei ricordi più rappresentativi che un turista può portare con sé dopo la visita del paese. I disegni e le tinte, seppur variopinte, sono sobri e tradizionali.
Le ceramiche di Erice acquistano particolare valore poiché riscoperte nel XX secolo, nella sua tradizione storica, dopo un periodo di buio durato quasi quattro secoli, durante i quali le tecniche e le decorazioni erano state perdute.
L’aspetto gastronomico arricchisce le tradizioni di un paese, tra i tanti aspetti legati alle ricette tipiche di Erice, non si può certamente tralasciare quello della pasta di mandorle e dei dolci della signora Grammatico, che conserva le antiche ricette, “rubate”, per così dire, alle monache di clausura che le custodivano gelosamente.
Oggi, depositaria di quei segreti imperscrutabili, prepara ogni giorno i dolci di pasta di mandorla più buoni al mondo, oltre a cassate, “mustaccioli”, ravioli di ricotta e tante altre leccornie.
Non possiamo comunque abbandonare Erice prima di aver visitato e percorso quello che è forse l’aspetto più tipico e rivelatore della sua natura: stradine tortuose lastricate di ciottoli, casette sorridenti e romantiche, cortili e balconi fioriti, profumi e colori di muschio da una parte, dolci e vino dall’altra…un nostalgico senso di antico, una passione vibrante e un rispetto del passato, che qui ad Erice, non morirà mai.