Le strade del vinoLa leggenda narra che la vite germogliò, per la prima volta, proprio in Sicilia dalle lacrime di Dionisio, assetato. Nacque così quel nettare che l’antico nume donò agli uomini, per confortarli dalle fatiche, così come agli Dei, per allietare i loro sensi, appunto... “il nettare degli Dei”!

La coltivazione delle uve bianche si concentra soprattutto nella Sicilia occidentale (zone di Trapani, Agrigento e Palermo) dando vita all’Inzolia, lo Chardonnay, il Catarratto, il Grillo, il Grecanico,  il Trebbiano, mentre la coltivazione di quelle a bacca rossa è eccellente, soprattutto, nella Sicilia orientale: fra i più rappresentativi il Nero d’Avola, il Cerasuolo, ma anche vini prodotti da vitigni non autoctoni, quale il Sirah, il Cabernet-Sauvignon, il Merlot.

Tra tutti merita approfondimento il famoso Bianco d’Alcamo e ciò perchè la sua area di produzione ricade oltre che nel comune da cui prende il nome anche nel territorio del nostro Comune di Balestrate, oltre che nei comuni limitrofi di Partinico, San Cipirello e San Giuseppe Jato. Il vitigno di base è il Catarratto bianco comune e/o lucido, con l’eventuale aggiunta di Damaschino, Grecanico e Trebbiano. La sua tipicità deriva dal fatto che le uve provengono dalle viti locali e la sua qualità è dovuta alla ricchezza del terreno, al sole, alle colline e, specialmente, alla posizione geografica e al clima; il Bianco d’Alcamo ha colore giallo paglierino chiaro, con riflessi verdi, sapore secco, fresco, con sentore fruttato, odore delicato con un leggero aroma dell’uva di origine e una gradazione alcolica compresa tra 11,5° e  13,5°.  Viene servito a 12-14°C, in un calice svasato, in tal modo si ha una maggiore concentrazione dei profumi. Andrebbe consumato entro un anno dalla vendemmia.

Real Cantina BorbonicaE’ possibile visitare qualche cantina, degustando i vini prodotti unitamente ad altri prodotti tipici che ne esaltano il gusto, prenotandone la visita presso la reception oppure ripercorrere un viaggio nella memoria visitando la Real Cantina Borbonica che, edificata nel 1802 nella vicina Partinico, costituiva l’ avamposto della rivoluzione agraria in Italia, essendo la prima cantina a produrre e commerciare il vino su grande scala.

Bianchi e Rossi d’ eccezione da degustare o da portare a casa; e mentre i vini da tavola trovano concorrenti di pari livello presso tutte le Regioni Italiane i vini dolci liquorosi predominano incontrastati, naturalmente stiamo parlando del Marsala, del Moscato, dello Zibibbo e del Passito. Il clima torrido rende le uve particolarmente zuccherine  ed adatte alla produzione di questi vini.

Merita approfondimento il Marsala per la sua particolarità e per la vicinanza della sua zona di produzione con la nostra struttura: il Marsala è un vino ricco e complesso, in cui secoli di storia e tradizioni si mescolano con il risultato di creare un vino estrementente versatile.

In tutto il mondo è usato sia in cucina che a tavola, come aperitivo o insieme al dolce, durante il pasto o in sostituzione del sorbetto, freddo, caldo o a temperatura ambiente, questo perchè diversi tempi di invecchiamento e diversi metodi di lavorazione danno vita ad altrettante tipologie di Marsala che, a seconda dell’uso che si fa delle uve di base, può presentarsi anche in differenti tonalità.

Per i Marsala oro e ambra vengono utilizzate le uve bianche pregiate Grillo, Catarratto, Inzolia e Damaschino.
I Marsala rubino nascono invece mescolando il Pignatello, il Nero d’Avola e il Nerello Mascalese con il ricorso alle uve a bacca bianca sopra citate per un massimo del 30%. Come se non bastasse, a seconda del contenuto zuccherino possiamo distinguere il Marsala in: dolce, secco o semisecco. Ecco un’efficace guida all’acquisto:

Vino Marsala fine:presente nelle varietà ambra, oro e rubino – Gradazione minima:17° – Invecchiamento minino: 1 anno di cui otto mesi in fusti di legno: ne fa parte quello che anticamente veniva chiamato Italia Particolare.

Vino Marsala superiore: anch’esso presente nelle tre varietà ambra, oro e rubino – Gradazione minima: 18° – Invecchiamento minimo: 2 anni in botti di legno – ha diritto ad essere definito “vecchio”. Rientrano in questa categoria gli antichi: S.O.M. (Superior Old Marsala), G.D. (Garibaldi Dolce) e L.P. ( London Particular).

Vino Marsala superiore riserva: Gradazione minima: 18° – Invecchiamento minino: 4 anni in botti di legno.

Vino Marsala vergine e/o Soleras: Gradazione minima: 18° – Invecchiamento minimo: 5 anni in botti di legno – può essere venduto solo in bottiglia.

Vino Marsala vergine e/o Soleras stravecchio e/o riserva: Gradazione minima: 18° – Invecchiamento minino: 10 anni in botti di legno.

Ed ora sdraiatevi al sole in piscina, prendete il vino che preferite … ed illustratene i toni ai vostri compagni di viaggio!