Si dice che la Sicilia sia, tra le altre cose, la terra dei Giganti; qualcuno di loro sarà sicuramente stato uno scultore, per plasmare un capolavoro di tale bellezza e proporzioni.
Ed invece il vero scultore è la natura. E qui, a Realmonte, alla Scala dei Turchi, è possibile assistere ad uno dei più affascinanti capolavori di Madre Natura: una “scala naturale”, un enorme massiccio di marna bianca, che a falde degrada verso il mare, creando un abbagliante contrasto tra il bianco luccichio quasi calcareo della marna e il blu intenso del limpido mare agrigentino.
Questa candida falesia si erge imponente sulla spiaggia di sabbia finissima, come una scalinata per consentire ai Titani e ai Giganti l’ascesa e la riconquista del Monte Olimpo.
Infinite suggestioni rievoca la Scala dei Turchi, che il tempo e il vento ha modellato, che la salsedine ha levigato e reso luccicante. Suggestioni che diventano commoventi al calar della sera, con i riflessi dell’ultimo sole che colorano la falesia di tonalità dal rosa al violetto, fino ad un rosso accesso che dipinge un epico scontro tra fiamme e ghiaccio, in un quadro che cattura l’anima e si scaglia violentemente, irrimediabilmente, tra i ricordi di chi vi assiste.

Curiosità: non poteva mancare un intreccio di storia e leggenda, anche qui, come lo stesso nome suggerisce: pare infatti che le incursioni dei pirati saraceni, comunemente chiamati dalla popolazione locale “turchi”, trovassero qui condizioni favorevoli, grazie al massiccio che, oltre a fare da protezione contro i venti e la vigilanza, offriva una agevole “scalata” verso il nucleo abitato, consentendo così saccheggi e ruberie.
Le incursioni terminarono quando la popolazione della vicina Porto Empedocle ingaggiò battaglia sconfiggendo i “Turchi”.